Imprenditori consapevoli

Perché sono circondato da persone che si comportano così?

Per tutti coloro che gestiscono altre persone ed hanno deciso di intraprendere un personale percorso di crescita e di auto-miglioramento quello degli “Specchi Umani“, che esporremo qui di seguito, è un concetto davvero prezioso. Nel comprenderlo pienamente si avrà infatti una chiara risposta alla domanda: “Perché sono circondato in azienda da persone che si comportano in questo modo?” oppure “Come mai li trovo tutti io quelli che si rivelano essere diversi da come pensavo?“.

La mente razionale ovviamente rifiuta la spiegazione che tra poco vi verrà data, poiché non permetterà più di scaricare sugli altri ciò che invece dovremmo principalmente vedere in noi stessi. Attenti quindi se la prima reazione emotiva sarà di fastidio o di difesa. Per i più coraggiosi e per i meno razionali si rivelerà infatti uno strumento prezioso per comprendere i messaggi che la vita ci offre tutti i giorni.

Per comprenderlo fate prima questo esercizioPensate alle caratteristiche che hanno le persone che più spesso incontrate nella vostra vita. Soffermatevi in particolare su questa distinzione: sulle loro qualità e sui loro difetti. Ma anche su quello che fanno di buono per voi e quello invece che vi fanno di negativo o spiacevole.

Ci potrebbero essere, ad esempio, alcuni momenti nella vita in cui sembra che il genere umano sia a vostra disposizione per farvi ottenere ciò che volete, o momenti in cui sembra coalizzato per deludervi, tradirvi, farvi del male.

Ebbene, questa osservazione vi darà il vostro personale “specchio“. Ovvero rifletterà buona parte dei comportamenti che voi stessi applicate su altri senza rendervene conto, oppure che giudicate duramente negli altri in maniera totalmente automatica (ovvero senza averne la consapevolezza).

Lo specchio potrà essere positivo, se voi avete nei confronti degli altri atteggiamenti positivo, comprensivi, generosi. Oppure potrà essere uno specchio negativo, nel caso il vostro atteggiamento sia generalmente negativo, intollerante, egoistico.

Può apparire una sentenza ingiusta e lapidaria, ma con alcuni esempi renderemo questo concetto più “digeribile”.

Ipotizziamo che una persona veda attorno a sé solo persone pronte a “fregarle” o comunque ad approfittare della loro buona fede. Questo fatto, vero nella sua essenza, denoterà spesso una di queste due circostanze:

1. La persona tende, a sua volta, a “prendere” dagli altri, senza mai curarsi di cosa dà in cambio. Il suo rapporto con gli altri è basato su quanto può ricevere in termini materiali ma anche energetici, mentre è predisposta ad essere selettiva nei confronti di coloro che avrebbero bisogno di lei. Tale persona non si accorge di questo suo modo di fare o lo giustifica dicendo che “già è faticoso pensare a se stessi, figuriamoci se può pensare anche agli altri”. Oppure si crea una ristretta cerchia di “fedelissimi” a cui potrebbe dare, ma in cui è molto difficile entrare. E’ quindi un donare agli altri sempre piuttosto “selettivo”.

2. La persona ripone molte aspettative negli altri, soprattutto nell’attesa di ricevere gratitudine, riconoscimenti, meriti, affetto. Ed inevitabilmente, quando questa aspettativa viene delusa, la critica nei confronti di queste persone diviene feroce, inappellabile, a volte esagerata.

Gli altri non sono mai adeguati, mai all’altezza, mai sufficientemente giusti o generosi. Ciò porta a lamentele cicliche, a cambiamenti nelle frequentazioni, instabilità umorale.

Ora fai questo secondo esercizio: osserva i tuoi pensieri nel momento in cui leggevi questi due punti (1 e 2).

Cosa ti è venuto istintivo “dire a te stesso”?

a. E’ vero, conosco un sacco di persone che si lamentano delle caratteristiche degli altri e che invece hanno loro stessi.

b. E’ vero, a volte mi lamento proprio di cose che caratterizzano anche il mio carattere.

Nella prima ipotesi (a) la tua mente sta cercando di schermarti, ovvero di non farti prendere coscienza di come gli altri si comportano da “specchi” nei tuoi confronti. Il rischio sarà di rimanere imprigionati nel proprio ruolo di “vittime” senza trovare una vera soluzione, anzi peggiorando la propria situazione (poiché la vita ci riproporrà sempre gli stessi specchi, a volte potenziati).

Nella seconda ipotesi (b) sei riuscito a fare il primo passo, quello più difficile: prenderti la responsabilità di osservare il vero motivo per cui ti si presentano sempre gli stessi specchi. Questo ti permetterà, in futuro, di lavorare più agevolmente sulla tua crescita personale e di ridurre progressivamente quel tipo di specchi (persone) dalla tua vita.

Ora l’esercizio quotidiano consiste nell’abituarsi a fare questo: ogni volta che abbiamo a che fare con un collaboratore, un cliente o qualsiasi persona che ci provoca una reazione negativa, dobbiamo iniziare a chiederci: quale suo atteggiamento mi sta creando questo disagio emotivo? Una volta individuato l’atteggiamento la seconda domanda da porsi è: in che modo questo disagio potrebbe essere uno specchio per me?

Puoi anche farti aiutare in questo da persone che ti conoscono bene e per cui nutri grande fiducia. Loro saranno più “oggettivi” nell’indicarti quando o come tu stesso possa avere gli stessi atteggiamenti che poco tolleri negli altri o di cosa tu debba cambiare in te stesso per evitare di incontrare persone che fungano costantemente da specchi rispetto a situazione che tendono a ripetersi.

I tempi per poter avere risultati stabili, facendo l’esercizio almeno una volta al giorno, è dai 3 ai 6 mesi,  a seconda delle “resistenze mentali”.

Il grado di difficoltà per questo esercizio è alto.

(Articolo tratto da Fabrizio Cotza Blog)
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Informazioni su Fabrizio Cotza

Sono un BusinessMan Angel, ovvero affianco imprenditori, manager e professionisti nella gestione della loro attività. Ho fondato e dirigo due società di consulenza e formazione, All Winners e Formazione Sovversiva. Dal 2009 sono Presidente del Network di aziende eccellenti Winner Group. Ho fondato nel 2015 Happy Academy, un progetto senza fine di lucro che aiuta i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ho scritto "Per fortuna c'è la crisi!" e il "Libro SalvaVita". Contatti e maggiori informazioni: www.fabriziocotza.com f.cotza@all-winners.it

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