Imprenditori consapevoli

Come prepararci al futuro che verrà.

Si preannuncia un Medioevo Digitalmente Interconnesso con attori sempre più grandi e sempre più piccoli. e non credo che la cosa dovrebbe spaventarci quanto piuttosto metterci in uno stato di eccitata preparazione.

È un mondo differente. Da 20.000 anni le civiltà e le condizioni cambiano e l’uomo si adatta. Ci adatteremo anche noi, ma magari è meglio farlo con un paio di riflessioni in più:

Scarsità di libertà come concepita finora.

La caduta della fiducia nella finanza e nel mondo degli affari ci ha portato a rivedere il nostro sistema di vita, ridefinendo anche i valori secondo una nuova mappa che ancora rimane oscura ai più. Di sicuro c’è che i governi centrali stanno già esercitando un maggiore controllo su organizzazioni creditizie e politiche, per domare un mondo tendenzialmente confuso e quindi potenzialmente pericoloso. Prepariamoci, perciò, anche sul breve termine, ad essere un po’ meno liberi di intraprendere, almeno qui da noi.

Scarsità di risorse.

Nel 2025 saremo circa 8 miliardi su questo pianeta e tanta gente che cerca di dividersi lo stesso pezzo di pane non è mai stata un buon viatico per una vita tranquilla. Una mole simile di necessità e voglia di arrivare non si era mai vista tutta assieme. Non dovrebbe meravigliarci, perciò, il fatto che Zinco, Tantalio, Antimonio oltre al petrolio e a centinaia di altri minerali e composti che caratterizzano la nostra vita quotidiana, stanno oltrepassando o hanno già superato la loro soglia di picco, cioè il momento in cui inizia la discesa e quindi se ne estraggono quantità sempre più ridotte rispetto al consumo effettivo. Insomma entro il 2035 non avremo più molte delle risorse su cui si basa la nostra civiltà.

Cosa si fa in una casa di contadini di fine Ottocento, quando l’inverno ha distrutto gran parte delle colture? Semplice: si riducono e diversificano i consumi.

Gli effetti sul mercato di questi prossimi anni di scarsità saranno molto probabilmente di tipo efficientistico:

  • Auto e macchinari che consumano meno;
  • Prodotti che durano di più;
  • Prodotti e servizi che risolvono problemi più concreti;
  • Pubblicità che propongano soluzioni e non che ne creino;
  • Riparazioni anziché usa e getta;
  • Avvicinamento del consumo ai luoghi di produzione;
  • Protezionismi e auto-consumi.

Prima che il mercato del credito e della finanza riparta basandosi su nuove autorità monetarie e finanziarie passeremo un periodo nuovo, certamente più secco e aspro, a cui dovremmo abituarci sin d’ora.

Personalmente, credo che ci siano delle domande base che potrebbero aiutarci all’era della scarsità, soprattutto da un punto di vista lavorativo. Non che non servissero anche prima, ma oggi hanno una valenza di maggiore intensità. In ballo c’è la sopravvivenza individuale e non è tanto per dire.

Ho detto individuale, non comunitaria.

Le comunità sopravvivranno, i singoli non necessariamente.

Eccole le domande:

  • Quale è il mio piano di vita generale?
  • Cosa posso tralasciare?
  • Cosa voglio ottenere che mi faccia davvero felice?
  • Cosa aggiungo al processo?
  • Dove e come sto aiutando gli altri a vivere più facilmente e più felicemente?
  • Cosa sto risparmiando?
  • In cosa sto investendo?
  • Come mi sto preparando al saper fare e al saper essere in un’epoca più avara?
  • Che alleanze sto stringendo?

Non perdete tempo a rispondervi. Di risposte non ce n’è.

Di buono c’è che è probabile che, dopo l’era della scarsità, si riprenderà a consumare, ad avere fiducia, a costruire, secondo altri canoni e valori, ma di nuovo con speranze collettive. Si ricomincerà ad andare verso l’altro come è sempre stato e sempre sarà. Insomma, l’alba ritorna sempre. Dobbiamo solo prepararci bene per questa ennesima notte: per noi e per i nostri figli.

Non è una novità a guardarla da lontano.

(Articolo di Sebastiano Zanolli, tratto da Migliorare n.9)
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Informazioni su Fabrizio Cotza

Sono un BusinessMan Angel, ovvero affianco imprenditori, manager e professionisti nella gestione della loro attività. Ho fondato e dirigo due società di consulenza e formazione, All Winners e Formazione Sovversiva. Dal 2009 sono Presidente del Network di aziende eccellenti Winner Group. Ho fondato nel 2015 Happy Academy, un progetto senza fine di lucro che aiuta i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ho scritto "Per fortuna c'è la crisi!" e il "Libro SalvaVita". Contatti e maggiori informazioni: www.fabriziocotza.com f.cotza@all-winners.it

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