Imprenditori consapevoli

Intervista a Roy Martina

Siamo felici di poter intervistare uno dei più grandi esperti al mondo, in termini di benessere psico-fisico e la prima domanda non può che essere legata allo stress che spesso un professionista si trova ad accumulare per via dei ritmi sempre più frenetici a cui siamo sottoposti.

Come si fa a scendere dalla “ruota del criceto” senza necessariamente compromettere il proprio lavoro o la propria carriera?

Roy risponde con un bel sorriso, di chi comprende bene il dilemma.

“Ci siamo convinti che la bontà del nostro lavoro dipenda esclusivamente dal “lavorare duro”, ovvero dalla quantità di tempo che dedichiamo alla nostra professione, sia fisicamente che mentalmente. Ovviamente questo a discapito di tutto il resto: smettendo in maniera progressiva di occuparmi di me, della mia famiglia, dei miei amici. Ma questo è un errore fatale. Perché così facendo riduco le potenzialità del mio corpo, per esempio ammalandomi, oppure quelle emotive, diventando più nervoso, irritabile, ansioso. Di conseguenza anche la qualità del mio lavoro scadrà, dovendo così compensare con altra “quantità”, fino ad arrivare a limiti insostenibili. A questo punto il corpo stesso si ribella, lanciandoci segnali inequivocabili che, se non ascoltati, posso trasformarsi in malattie e disturbi fisici.

Qual è quindi l’alternativa al “lavoro duro”, visto che ad oggi solo questo ci hanno fatto vedere come “premiante” per il proprio successo?

Esistono altre due fasi, più evolute, di lavoro. La prima è quella del “Lavoro Intelligente”, in cui sostituiamo progressivamente lo sforzo fisico e mentale per utilizzare invece altre doti, quali le intuizioni e i sentimenti. Finalmente liberi dal “dover fare” ci riappropriamo della nostra vita, dando spazio a tutti quei segnali che ci indicano la strada più giusta senza dover usare solo la ragione o il controllo su tutto. La terza fase invece, un po’ più complessa, avviene quando davvero ci sentiamo tutt’uno con l’Universo. A questo punto le cose “accadono” quasi senza alcun sforzo, anzi l’agire in armonia con le forze più invisibili ci permette di acquisire nuova carica emotiva. Quando comprendiamo che “dare agli altri”, “aiutare”, “far crescere” arricchisce soprattutto noi stessi, il lavoro non ci assorbe più energia, ma al contrario diventa una fonte inesauribile di nuova vitalità.

Bellissimo, il sogno di tutti. Ma la domanda sorge spontanea: come si fa a passare a queste nuove fasi per chi da sempre è stato abituato a lavorare solo usando la propria forza di volontà?

Roy, scoppia in una fragorosa risata. Dev’essere l’obiezione più classica che si è sentito fare negli ultimi dieci anni, ovvero da quando è uscito il suo best-seller “Equilibrio Emozionale” che parla proprio di questi aspetti.

E’ un’evoluzione continua, non si può pensare di farlo da un giorno all’altro. Ma ho un consiglio molto pratico che posso suggerire per iniziare questo processo. Buttate via i vostri Rolex e compratevi uno di quegli orologi da 5 euro che fanno un “bip” ogni ora. Quando sentite il “bip” fermatevi per un minuto, fate un bel respiro profondo e provate a riflettere su come state, se avete i muscoli contratti, se nell’ultima ora avete accumulato tensione. Questa rapida riflessione ci permette di non essere fagocitati dalla frenesia di tutti i giorni, a cui noi reagiamo con l’utilizzo di sempre maggiore adrenalina. Ma l’adrenalina ha gli stessi effetti di una droga: ne devi assumere continuamente, in dosi via via più massicce, fino a quando il sistema sia fisico che nervoso cede improvvisamente. Questa lenta disintossicazione, composta da tanti piccoli break quotidiani, se è seguita costantemente per circa un anno provoca effetti miracolosi, già testati su numerosi imprenditori e manager stressati.

Roy, tu sostieni che sia in atto un grande cambiamento nell’Umanità, che porterà alla riscoperta di alcuni dei valori più profondi, quali ad esempio la salvaguardia della natura, oppure il bisogno di crescita spirituale. Eppure se da un lato è vero che c’è più attenzione per questi aspetti, dall’altro sembra che si stia andando in direzione opposta. Come ci spieghi questa apparente contraddizione?

E’ vero, sembra un paradosso. Ma non è altro che il manifestarsi di una legge immutabile, in cui gli opposti tendono sempre ad equilibrarsi. Lo Yin e lo Yang, il giorno e la notte, il bene e il male. Più cresce l’uno e più cresce l’altro di conseguenza. Quindi è normale che aumentando da una parte il desiderio di contribuire per il miglioramento dello stato dell’essere umano, di conseguenza aumenteranno anche coloro che tenderanno a fare l’opposto. Anche la situazione economica attuale è una conseguenza di ciò. Mentre da una parte alcuni stanno cogliendo l’opportunità di questa “crisi” per evolversi, per modificare in meglio il modo di fare impresa, altri stanno facendo l’opposto, vittimizzando se stessi ed “accusando” gli eventi esterni per le difficoltà in cui si trovano.

Cosa dovrebbero fare invece gli imprenditori, oggi per contribuire a questa evoluzione che è in atto?

Gli imprenditori hanno un compito molto importante, di cui dovrebbero essere consapevoli. Ovvero che ciascuno di loro, nelle piccole scelte quotidiane, può determinare grandi cambiamenti. Devono però “unire” queste scelte individuali per farle diventare scelte collettive, volte al miglioramento della qualità della vita di loro stessi, dei loro collaboratori e delle rispettive famiglie. Bisogna uscire definitivamente dall’individualismo e cominciare a pensare in termini più ampi, di bene comune per tutti. Ecco perché le alleanze e le partnership, basati su nuovi valori condivisi, potranno rappresentare un’ottima opportunità di cambiamento in meglio. Devono però aprire un po’ la loro visuale, allargare il focus, comprendere l’importanza di questo passaggio epocale, in cui a vincere saranno coloro che riscopriranno  l’importanza delle emozioni, dell’intuito, dei sentimenti. Questi aspetti, a loro volta, contribuiranno a far ottenere maggiori risultati con meno sforzo, portando a quell’equilibrio fondamentale tra benessere fisico e mentale, fondamentale per una vita ricca di soddisfazioni in tutti gli ambiti, sia professionali che personali.

Ma a Roy Martina capita mai di farsi travolgere, lui stesso, dal vortice degli impegni e del lavoro?

Sì, è capitato. Per una serie di motivi la mia relazione sentimentale si è interrotta bruscamente, e questo è coinciso con numerosi impegni lavorativi che si erano accavallati. Sono arrivato ad un punto in cui ho dovuto dire a me stesso: ok, stop! I segnali erano troppi per non prenderli in considerazione ed ho dovuto riequilibrare la mia vita dandomi un nuovo “ritmo” di lavoro: ogni tre settimane di impegni professionali mi prendo una settimana di vacanza. Questa pausa potrebbe sembrare una “perdita di tempo” mentre in realtà recupero quelle energie  che poi mi permettono di dare il massimo nelle tre successive in cui lavoro. Da quando faccio questo ogni aspetto della mia vita ne ha tratto giovamento.

A volte però non è facile rendersi conto che si sta tirando troppo la corda, oppure lo intuiamo ma non riusciamo ad uscire dal vortice.

Roy, ci fa un altro bel sorriso. Infatti, dice, da soli è difficile. E da un amico mi aspetterei questo: che sia sincero nel farmi notare quando io stesso sto sbagliando o sto prendendo una strada sbagliata. Dovrebbe essere disposto persino a mettere a repentaglio la nostra amicizia, pur di dirmi in maniera diretta che sto deviando dal mio vero scopo. E nel mio caso lo scopo è quello di aiutare altre persone a ritrovare il potere che è in loro, guarirli definitivamente da tutte quelle malattie e quei disturbi che le medicine non sempre curano, risalendo alle vere cause e non fermandosi ai sintomi. Ricordando alle persone che ciascuno di noi ha uno scopo più elevato da perseguire, in armonia con l’Universo di cui facciamo parte:  scoprire il proprio potere personale e la propria pace interiore.

(Intervista di Fabrizio Cotza, tratta da Migliorare n.3)
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Informazioni su Fabrizio Cotza

Sono un BusinessMan Angel, ovvero affianco imprenditori, manager e professionisti nella gestione della loro attività. Ho fondato e dirigo due società di consulenza e formazione, All Winners e Formazione Sovversiva. Dal 2009 sono Presidente del Network di aziende eccellenti Winner Group. Ho fondato nel 2015 Happy Academy, un progetto senza fine di lucro che aiuta i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ho scritto "Per fortuna c'è la crisi!" e il "Libro SalvaVita". Contatti e maggiori informazioni: www.fabriziocotza.com f.cotza@all-winners.it

Discussione

Un pensiero su “Intervista a Roy Martina

  1. Fabrizio,
    non mi piace commentare il post di un’autore per evidenziare mie iniziative, ma, questa volta, la coincidenza é incredibile. Guarda l’argomento del post, che ho pubblicato il 9 settembre sul mio blog: http://cultura-manageriale.blogspot.com/2011/09/prevenzione-dello-stress-lavoro.html

    Pubblicato da Pier Paolo | 11/09/2011, 12:20

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