Imprenditori consapevoli

Come creare una PMI – Considerazioni preliminari

E’ una costante dei nostri tempi, in special modo nel nostro Paese: le idee sono molte, i soldi molti meno e vanno investiti con efficienza.

La nostra idea di business, quella che può cambiare la nostra vita e quella dei nostri collaboratori, per diventare successo e benessere per tutti ha bisogno di attraversare una fase fondamentale;  superata tale fase essa si trasformerà in fatturato e flussi finanziari; la nostra idea dev’essere correttamente sviluppata.

Sviluppare un’idea di business significa costruire nella nostra mente il suo risultato finale, porlo quale nostro primo obiettivo, identificare un percorso per conseguire tale risultato, scomporre tale percorso in progressivi step di avvicinamento, salpare l’ancora e partire.

Qualsivoglia sia l’oggetto dell’attività, è importante stabilire un piano di azione per assicurare alla nostra impresa  le più alte probabilità di successo possibili; si tratta di una regola che non va vissuta come valida esclusivamente per le grandi imprese. Le grandi imprese solitamente divengono tali perché si sono sviluppate da piccole imprese di grande successo, e chi scrive può garantire al lettore che le piccole e medie imprese che nel corso dei loro primi anni di storia avevano “nella pancia” una futura grande azienda hanno cominciato a comportarsi e ad agire in modo qualitativo sin dal primo giorno della loro esistenza.

Il rovescio della medaglia è rappresentato da una tristissima e lunghissima lista di imprese rimaste esanimi sul campo di battaglia prima di aver compiuto cinque anni di esistenza, pagando il peccato originale dell’essere partite senza un obiettivo e senza un piano definito e preciso per poterlo raggiungere.

Fallimenti che sono intervenuti dopo  brevi o lunghi periodi di sofferenza delle operazioni, dovuti all’assenza di “rotta” e di informazioni sulla direzione che tutto il gruppo stava assumendo.

La verità è che – all’inizio del terzo millennio –  iniziare una qualsiasi avventura economica senza un business plan a svolgere un vero e proprio ruolo di “spartito” dal quale prendere le giuste mosse, equivarrebbe a guidare a tutta velocità ad occhi bendati, con le immaginabili conseguenze che ciò potrebbe avere sui capitali, piccoli o grandi, che si siano testé investiti.

Il percorso verso il successo nell’esercizio di una PMI inizia da una chiara e trasparente consapevolezza di ciò che si ha, che si sa fare o che si sa costruire/confezionare;  questo è ciò che costituirà il cuore della nostra offerta al cliente.

Una piccola attività economica non la si apre semplicemente perché non si trova un lavoro dipendente. Attenzione:  chi non ha una chiara visione di come giungere al profitto (che sarebbe quel magico gruzzoletto che rimane una volta detratti dal totale fatturato il totale dei costi e quello delle imposte versate), sarà bene non si imbarchi alla cieca in una scommessa alle tre carte che con ogni probabilità lo porterà sul lastrico.

Quand’anche una banca disposta a finanziare l’affitto di un locale e l’avvio di una piccola società o ditta la si trovasse, impiegare quei soldini avendo in cuore la speranza che una volta alzata la serranda e sfoderato un largo sorriso ai passanti sulla strada qualche cosa succederà, significherebbe indebitarsi  (spesso “ulteriormente”, per chi non ha un lavoro) e risvegliarsi qualche mese dopo in una situazione di gran lunga peggiore di quella di partenza.

Se non avete tra le mani un valore aggiunto che possa essere allettante per il pubblico (una capacità di costruire, riparare, creare, consigliare, oppure un articolo fantastico da commerciare), fermatevi, tirate un lungo respiro, e continuate nella metodica ricerca di un posto di lavoro dipendente.

Dire “mi piacciono i libri, li ho sempre amati, ne ho letti centinaia” non basta a fare di noi un futuro libraio di successo. Guardatevi intorno;  di librerie ne troverete più di una; si stanno già dividendo il mercato della vostra piccola comunità. Se vogliamo, rappresentano già tre o quattro bei cani di razza che si stanno dividendo il cibo di una bella ciotola.

Se stesse a loro scegliere, probabilmente non vi consentirebbero di accedere a vostra volta alla ciotola che già devono condividere con gli altri.

In tempi di scarse liquidità famigliari e drammatica flessione dei corrispettivi come questi, l’urgenza di farsi bastare il già esiguo cibo aumenta.

A quella ciotola non potrete mangiare anche voi; come fare, quindi, per crearsene una a parte senza risvegliare ostili competizioni che potrebbero crearvi dispersione di energie e danno mentre la vostra impresa è ancora giovane?

A questo argomento dedicherò un prossimo articolo, nel contesto del quale si esamineranno le buone metodologie di creazione d’impresa non solo in chiave teorica, ma anche attraverso alcune utili esemplificazioni pratiche.

(Articolo di Massimo Mastrangelo, esperto in Business Development)
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Informazioni su Fabrizio Cotza

Sono un BusinessMan Angel, ovvero affianco imprenditori, manager e professionisti nella gestione della loro attività. Ho fondato e dirigo due società di consulenza e formazione, All Winners e Formazione Sovversiva. Dal 2009 sono Presidente del Network di aziende eccellenti Winner Group. Ho fondato nel 2015 Happy Academy, un progetto senza fine di lucro che aiuta i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ho scritto "Per fortuna c'è la crisi!" e il "Libro SalvaVita". Contatti e maggiori informazioni: www.fabriziocotza.com f.cotza@all-winners.it

Discussione

Un pensiero su “Come creare una PMI – Considerazioni preliminari

  1. Massimo, alle tue chiarissime osservazioni, ne aggiungerei un’altra. Chiunque decide d’investire il suo denaro in un’impresa che, per quanto piccola, si compone anche di personale dipendente, sappia che, volente o nolente, si fa carico anche di responsabilità sociali.
    Molti imprenditori rifiutano psicologicamente e praticamente questo carico, ma le conseguenze diventano evidenti quando, in certe condizioni aziendali, si é costretti ad intervenire sulle strutture e sull’organizzazione dell’azienda.

    Pubblicato da Pier Paolo | 19/09/2011, 16:13

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