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Fabrizio Cotza

Sono un Mentore Sovversivo, ovvero affianco imprenditori, manager e professionisti nella gestione della loro attività. Ho fondato e dirigo due società di consulenza e formazione, All Winners e Formazione Sovversiva. Dal 2009 sono Presidente del MasterClub, un selezionato gruppo di aziende Sovversive. Ho scritto "Per fortuna c'è la crisi!", il "Libro SalvaVita" e “Imprenditori Sovversivi”. Contatti e maggiori informazioni: www.fabriziocotza.com f.cotza@all-winners.it
Fabrizio Cotza ha scritto 46 articoli per Gestire PMI

Cos’è la Centrale dei Rischi

In questo articolo vorrei parlarvi della Centrale dei Rischi, di che cosa è, di come funziona, perché è così importante per le aziende e di quali strumenti l’impresa può disporre per migliorarla da domani.

Ad oggi tutti gli Istituti di Credito fondano le proprie valutazioni di merito creditizio sull’analisi quantitativa del bilancio d’esercizio e su quella andamentale della Centrale dei Rischi, trascurando l’importanza dell’analisi qualitativa dell’azienda e dell’imprenditore che la rappresenta. Tale atteggiamento è stato reso ancora più stringente dall’entrata in vigore di Basilea 2 che ha aggiunto ulteriori vincoli di qualità agli impieghi degli Istituti di Credito, in termini di rischi assunti. Ciò ha provocato un ulteriore sfilacciamento del rapporto banca-impresa, andando ad aggravare ulteriormente la già pesante crisi finanziaria in atto.

Senza voler alimentare una polemica che in quanto tale è sterile, si può sicuramente affermare che ormai sia gli imprenditori, i loro collaboratori e i loro consulenti sono in grado perfettamente di dare al primo elemento di analisi (bilanci), nel limite del possibile, un miglior “appeal”.  Non posso dire lo stesso sul secondo elemento di valutazione, ossia la Centrale dei Rischi.

Ma che cos’è la Centrale dei Rischi? Quali sono le sue finalità? Come funziona? Che cosa contiene?

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Le caratteristiche fondamentali di un Responsabile Aziendale

Spesso si parla delle caratteristiche del “Leader”, ma raramente ci si sofferma sul ruolo del Responsabile, ovvero di colui che spesso affianca il titolare di un’azienda, gestendo un reparto o un gruppo di persone.

In realtà questo è un ruolo molto delicato, tra “incudine e martello“, in cui la principale difficoltà consiste nel relazionarsi con la proprietà e con i vari collaboratori, salvaguardando gli interessi e le aspettative di entrambi.

Quali sono, quindi, le caratteristiche che dovrebbe avere un Responsabile davvero eccellente?

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La corretta gestione del “circolante”: incassi, pagamenti e scorte.

In questo articolo vi parleremo di che cosa è il “circolante” e soprattutto della corretta gestione delle grandezze che lo compongono  come chiave di successo  di una azienda.

Da sempre si è trascurata la parte finanziaria di un business perché ritenuta noiosa e poco importante e spesso un semplice corollario alle altre dinamiche dell’azienda. Gli imprenditori e con loro anche gli “amministrativi” hanno prediletto occuparsi in modo più approfondito del miglioramento tecnico del prodotto/servizio, dell’organizzazione della struttura commerciale, del potenziamento delle infrastrutture alla ricerca di una maggiore efficienza ed delle politiche fiscali al fine di ottenere il maggior vantaggio in termini di riduzione delle tasse. Tutto ciò va bene in periodi di andamento dei mercati in forte crescita ed espansione, quando l’accesso al denaro non costituisce un problema insormontabile.  Quando arriva il momento in cui i mercati sono in stagnazione o, come ora, in forte recessione, chi ha fatto in passato attività di oculata gestione finanziaria può avere ancora delle chance per il futuro. Chi invece non è stato così attento arranca e spesso, se non corre ai ripari in fretta, finisce come coloro che hanno sperperato all’insegna dei motti “tanto quel cliente ha sempre pagato”, “tanto chiederò un finanziamento in banca”, “tanto ce l’abbiamo sempre fatta”. Prima di ridursi a dire queste frasi è meglio capire di cosa stiamo parlando più nel dettaglio:  che cosa è il CCN (capitale circolante netto)?

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Come creare una PMI – Suggerimenti pratici

Nel  precedente articolo ipotizzavo il desiderio di un giovane appassionato lettore di libri di creare una libreria nella propria cittadina; una piccola impresa che nascerebbe in omaggio alla grande passione del piccolo imprenditore.

Ipotizzavo anche – in chiave molto realistica – che nella cittadina del nostro giovane aspirante libraio già vi fossero tre librerie ben avviate, e che – dunque – aprire una quarta libreria generalista in un bacino d’utenza relativamente ristretto potesse costituire un’operazione economica foriera più di probabili perdite che di profitti.

I lettori si mettano nei panni di questo giovane aspirante libraio e si pongano questo interrogativo: come farei se volessi intraprendere quest’attività in un piccolo mercato già saturato da tre importanti competitori?

Alcuni suggerimenti..

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Come creare una PMI – Considerazioni preliminari

E’ una costante dei nostri tempi, in special modo nel nostro Paese: le idee sono molte, i soldi molti meno e vanno investiti con efficienza.

La nostra idea di business, quella che può cambiare la nostra vita e quella dei nostri collaboratori, per diventare successo e benessere per tutti ha bisogno di attraversare una fase fondamentale;  superata tale fase essa si trasformerà in fatturato e flussi finanziari; la nostra idea dev’essere correttamente sviluppata.

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