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ACCADEMIA AZIENDALE 2017

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PERCHÉ FARLA

L’Accademia Aziendale Sovversiva è il percorso degli imprenditori che si vogliono realizzare.

Ovvero che oltre al semplice successo professionale ambiscono a qualcosa di più grande: migliorare la qualità della loro vita.

Purtroppo pochi imprenditori hanno avuto la possibilità di evolvere le proprie competenze con la stessa velocità con cui è cambiato il mercato, e ad oggi si ritrovano a fare sforzi enormi, a volte inutili, poiché sopperiscono a questo cambiamento soltanto aumentando le ore di lavoro

(che non sono solo quelle passate fisicamente in azienda, ma anche quelle in cui “si pensa” ai problemi o a quello che c’è da fare).

Questo meccanismo perverso porta ad una spirale discendente, che rende l’imprenditore sempre meno lucido, e non in grado di affrontare lo stress creato dalla “macchina infernale” generata da clienti sempre più esigenti, collaboratori poco responsabili, fornitori inaffidabili, burocrazia folle e tutto il resto che ben conosciamo.

L’Imprenditore Sovversivo ha invece un grande vantaggio competitivo. 

Sa esattamente cosa fare, in tutti i punti chiave della propria azienda: gestione finanziaria, organizzazione interna, strategia marketing e approccio commerciale.

Questa consapevolezza lo rende più forte e carismatico, poiché sa di avere pieno controllo di quello che succede, ed ha gli strumenti giusti per affrontare in maniera tranquilla e serena anche le situazioni difficili.

Questa caratteristica oggi fa davvero la differenza, tra coloro che hanno un’azienda sana e coloro che stanno immolando la propria vita semplicemente per sopravvivere.

 

IN COSA È DIVERSA

L’Accademia Aziendale Sovversiva non ripete concetti letti sui libri scritti da qualche guru americano che ha studiato solo multinazionali di successo, ma è la sintesi di quello che abbiamo osservato funzionare in centinaia di piccole e medie imprese italiane.

Ogni concetto è espresso in maniera semplice, con esempi pratici, senza inutili paroloni in inglese o volgarità.

Il numero massimo dei partecipanti è 40. Riteniamo infatti che per imparare realmente un concetto ci debba essere uno scambio continuo e diretto con il relatore, e tra i partecipanti stessi.

Durante i vari incontri ci sono le testimonianze di imprenditori che hanno già applicato questo approccio e che possono affermare quanto si possa migliorare la qualità del proprio lavoro, tutelando quella della propria vita privata.

Perché non facciamo full immersion:

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50 micro consigli per gestire un’attività

  1. Pianifica le entrate e le uscite almeno 3 mesi in anticipo
  2. Calcola il tuo margine di guadagno vero, sottraendo dalle entrate sia i costi fissi che quelli variabili
  3. Crea delle statistiche semplici in forma di grafico sulle entrate e sulle uscite
  4. Fai almeno una riunione settimanale con il tuo staff
  5. Introduci un sistema di incentivi meritocratici
  6. Incontra le persone individualmente per capire come stanno
  7. Gratifica le persone dando riconoscimenti quando lavorano bene
  8. Assumi persone sorridenti
  9. Non assumere persone che tendono a scaricare le colpe sugli altri
  10. Ogni tanto proponi allo staff un’iniziativa extra lavorativa
  11. Fai sondaggi sulla tua clientela per capire il loro grado di soddisfazione
  12. Chiedi ai clienti quali servizi in più vorrebbero da te
  13. Cura i dettagli in ogni cosa che fai
  14. Ricordati che il tuo umore condiziona gli altri
  15. Non scendere a compromessi con nessuno Continua a leggere

Io non voglio stare calmo!

io non voglio stare calmoCosa succede ad un imprenditore quando sia accorge che, nonostante tutti i suoi tentativi per far andare meglio le cose, in realtà tutto e tutti cospirano contro di lui?

Lo abbiamo descritto con un video: Io non voglio stare calmo!

Buon divertimento 😉

 

Il Professionista del Futuro

“Perché alcune persone perdono il lavoro ed altre ricevono costantemente nuove proposte?”,  “Con quali criterio le aziende selezioneranno in futuro i loro collaboratori?”, “Quanto incidono le competenze tecniche e quanto le doti relazionali?”, “Come essere certi di essere considerati indispensabili dai propri titolari e dai clienti?”, “Quali sono le basi indispensabili da avere per rendere vincente una start-up?”.

Per rispondere a queste domande dobbiamo prima capire cosa sta succedendo nel mondo del lavoro e nell’economia in generale. Potremmo dire che si stanno rafforzando due tipi di richieste, totalmente diverse tra loro:

1. Richieste di prezzi sempre più bassi (e di collaboratori con stipendi sempre più bassi).

2. Richiesta di eccellenza assoluta (o di collaboratori con competenze superiori alla media).

Nel primo caso ogni considerazione diventa superflua, dal momento che rivaleggiare con merci provenienti dall’oriente o con lavoratori extracomunitari disposti a tutto diventa impossibile. L’unica alternativa rimane il secondo caso, ovvero accrescere la propria qualità o le proprie competenze per essere preferiti da chi cerca il meglio.

Per quanto riguarda i prodotti o i servizi è molto semplice capire cosa intendiamo per qualità, meno facile è invece comprendere quali sono le competenze che rendono oggi (e renderanno in futuro) ambito un collaboratore o un professionista.

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Gli errori fatali in un colloquio di selezione.

I dati sulla disoccupazione parlano chiaro: trovare lavoro oggi in Italia, soprattutto se si è giovani, diventa sempre più difficile. Eppure c’è un altro dato, apparentemente contraddittorio rispetto al primo, ovvero il numero di posti che le aziende offrono senza riuscire a trovare personale adeguato: oltre 630 mila secondo i dati ISTAT.

Questi due dati potrebbero apparire contraddittori, ma solo per chi non ha mai assistito di recente a colloqui di lavoro. A me capita spesso, su richiesta dei titolari di aziende, disperati per aver sbagliato assunzioni precedenti e desiderosi di trovare persone che diano loro un vero contributo.
Ebbene in un colloquio solitamente emergono i due problemi di base, che poi spesso creano i numeri di cui abbiamo parlato prima: titolari e candidati incapaci di fare un colloquio di selezione.

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