Archivio articoli

Imprenditori consapevoli

Questa categoria contiene 11 articoli

Io non voglio stare calmo!

io non voglio stare calmoCosa succede ad un imprenditore quando sia accorge che, nonostante tutti i suoi tentativi per far andare meglio le cose, in realtà tutto e tutti cospirano contro di lui?

Lo abbiamo descritto con un video: Io non voglio stare calmo!

Buon divertimento 😉

 
Annunci

Il Professionista del Futuro

“Perché alcune persone perdono il lavoro ed altre ricevono costantemente nuove proposte?”,  “Con quali criterio le aziende selezioneranno in futuro i loro collaboratori?”, “Quanto incidono le competenze tecniche e quanto le doti relazionali?”, “Come essere certi di essere considerati indispensabili dai propri titolari e dai clienti?”, “Quali sono le basi indispensabili da avere per rendere vincente una start-up?”.

Per rispondere a queste domande dobbiamo prima capire cosa sta succedendo nel mondo del lavoro e nell’economia in generale. Potremmo dire che si stanno rafforzando due tipi di richieste, totalmente diverse tra loro:

1. Richieste di prezzi sempre più bassi (e di collaboratori con stipendi sempre più bassi).

2. Richiesta di eccellenza assoluta (o di collaboratori con competenze superiori alla media).

Nel primo caso ogni considerazione diventa superflua, dal momento che rivaleggiare con merci provenienti dall’oriente o con lavoratori extracomunitari disposti a tutto diventa impossibile. L’unica alternativa rimane il secondo caso, ovvero accrescere la propria qualità o le proprie competenze per essere preferiti da chi cerca il meglio.

Per quanto riguarda i prodotti o i servizi è molto semplice capire cosa intendiamo per qualità, meno facile è invece comprendere quali sono le competenze che rendono oggi (e renderanno in futuro) ambito un collaboratore o un professionista.

Continua a leggere

Ottimista, Pessimista o Consapevole?

C’è molta confusione nelle persone, quando si parla di visione ottimistica o pessimistica della vita, e soprattutto delle conseguenze che questi due diversi approcci produrrebbero.

Generalmente il pessimista è quello che vede tutto nero, che non ripone molta speranza nel futuro, che è convinto che le cose quindi andranno sempre peggio. Viceversa l’ottimista è visto come colui che ha la certezza che il futuro sarà roseo o comunque migliore del passato e del presente, e che pertanto affronta la vita in maniera più positiva. Ebbene, questa distinzione così superficiale ha portato, soprattutto in questi ultimi anni di dilagante “pensiero positivo”, a pericolose distorsioni. In realtà dovremmo aggiungere a questi due approcci un ulteriore elemento, che modifica enormemente l’atteggiamento della persona e soprattutto crea effetti radicalmente diversi: questo elemento è la consapevolezza.

Continua a leggere

Intervista ad Igor Sibaldi

E’ difficile definire chi sia Igor Sibaldi, o quale sia la sua professione, poiché spazia in ambiti così diversi tra loro che diventerebbe davvero limitativo “incasellarlo” in qualche modo. Probabilmente è questo il suo fascino, e abbiamo voluto “sfruttare” questa suo essere così poliedrico per fargli alcune domande che abbracciano tematiche teoricamente distanti da loro, ma in realtà perfettamente complementari.

– Igor, sei un esperto di religioni, di mitologia, di filologia. Ma a differenza dei classici “teologi”  le tue riflessioni riguardano da vicino il vivere quotidiano di ciascuno di noi. Dovendo riassumere in poche righe, come pensi che l’approccio al “Divino” possa aiutare l’uomo contemporaneo a vivere meglio?

Continua a leggere

Dove si andrà a finire?

E’ sempre stata buona prassi aziendale pianificare, a fine anno, quello successivo. Ovvero creare una strategia marketing con budget commerciali, valutare che prodotti/servizi nuovi introdurre, rivedere l’organizzazione occorrente ed incastrare il tutto con gli obiettivi economici e finanziari dell’impresa.

Oggi però questa sana e utile attività viene vista dagli imprenditori come una sorta di previsione impossibile, fattibile solo con l’uso di un buon mazzo di Tarocchi o con l’ausilio di qualche veggente. Il futuro è così incerto che ogni attività di pianificazione diventa frustrante, a volte persino controproducente, agli occhi di chi si vede cambiare quotidianamente le carte in tavola da clienti, fornitori, banche e governi. 

Ecco perché la domanda che mi viene posta sempre più frequentemente è: dove si andrà a finire? E che senso ha, di questi tempi, continuare ad investire sulla propria azienda?

Continua a leggere

Blog Stats

  • 62,930 visite