Pianificazione ed organizzazione

Cos’è la Centrale dei Rischi

In questo articolo vorrei parlarvi della Centrale dei Rischi, di che cosa è, di come funziona, perché è così importante per le aziende e di quali strumenti l’impresa può disporre per migliorarla da domani.

Ad oggi tutti gli Istituti di Credito fondano le proprie valutazioni di merito creditizio sull’analisi quantitativa del bilancio d’esercizio e su quella andamentale della Centrale dei Rischi, trascurando l’importanza dell’analisi qualitativa dell’azienda e dell’imprenditore che la rappresenta. Tale atteggiamento è stato reso ancora più stringente dall’entrata in vigore di Basilea 2 che ha aggiunto ulteriori vincoli di qualità agli impieghi degli Istituti di Credito, in termini di rischi assunti. Ciò ha provocato un ulteriore sfilacciamento del rapporto banca-impresa, andando ad aggravare ulteriormente la già pesante crisi finanziaria in atto.

Senza voler alimentare una polemica che in quanto tale è sterile, si può sicuramente affermare che ormai sia gli imprenditori, i loro collaboratori e i loro consulenti sono in grado perfettamente di dare al primo elemento di analisi (bilanci), nel limite del possibile, un miglior “appeal”.  Non posso dire lo stesso sul secondo elemento di valutazione, ossia la Centrale dei Rischi.

Ma che cos’è la Centrale dei Rischi? Quali sono le sue finalità? Come funziona? Che cosa contiene?

La Centrale dei rischi non è altro che un sistema informativo sull’indebitamento della clientela delle banche e degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Il servizio, prestato dalla Banca d’Italia, consiste nella gestione di un archivio alimentato dagli enti partecipanti. Ciascun intermediario segnala i soggetti affidati e l’ammontare del relativo credito con cadenza mensile; la Banca d’Italia elabora le segnalazioni ricevute e restituisce agli intermediari informazioni, opportunamente articolate, circa l’indebitamento complessivo dei propri affidati e della clientela potenziale.

Le Finalità sono fondamentalmente tre:

  1. La Banca d’Italia trae importanti informazioni sull’andamento della domanda di credito e sulla politica creditizia seguita dal sistema bancario nel suo complesso.
  2. Le Banche ottengono informazioni utili per la valutazione del merito creditizio della clientela e, in generale, per l’analisi e la gestione del rischio di credito.
  3. Miglioramento della qualità degli impieghi degli intermediari partecipanti, e in ultima analisi, accrescimento della stabilità del sistema creditizio e finanziario.

Ogni intermediario partecipante è tenuto a comunicare mensilmente la posizione di rischio di ciascun cliente in essere l’ultimo giorno del mese. La Centrale dei Rischi, effettuata la rilevazione mensile, fornisce agli intermediari partecipanti un flusso di ritorno personalizzato che riporta i dati anagrafici e la posizione globale di rischio verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato, determinata sommando le segnalazioni inoltrate a suo nome dagli intermediari.

Il contenuto di questo flusso informativo è piuttosto esteso e complesso, cercando di semplificare possiamo dire che la Centrale dei Rischi esprime l’ammontare e la qualità a fine mese di ogni mese dei crediti per cassa, dei crediti di firma, delle garanzie ricevute, dei derivati finanziari per ogni azienda e contiene anche una sezione informativa.

Tutto ciò premesso parliamo di cosa possiamo fare concretamente da domani per rendere questo “documento” tanto importante, migliore e di conseguenza migliorare il nostro accesso al credito o conservare quello concessoci. Ho individuato 6 azioni pratiche che dobbiamo realizzare per migliorare la CR:

  1. conoscerla: dobbiamo richiedere ai vari istituti di credito con cui intessiamo rapporti di darci copia dell’ultima aggiornata, cercando di superare le resistenze. Altrimenti chiederne copia ufficialmente alla Banca d’Italia (via un po’ più lenta);
  2. studiarne il contenuto: una volta ricevuta confrontarla con i dati aziendali, verificare la presenza di eventuali “anomalie” (dovute agli operatori interni o esterni) e studiare i punti critici da essa evidenziati: presenza di eventuali sconfinamenti, di crediti scaduti da più di 90/180 giorni (pass due), di incagli o addirittura sofferenze;
  3. dotarsi di un adeguato sistema di pianificazione finanziaria: questa è l’azione fondamentale per far sì che la CR sia a fine mese come noi la desideriamo. Un corretto sistema di pianificazione finanziaria aggiornato almeno mensilmente ci aiuta a sapere in anticipo quali potranno essere  le criticità e a lavorare per risolverle prima che si manifestino;
  4. uscire dalla logica del “fine mese”: solitamente i pagamenti si concentrano a fine mese, mentre gli incassi si distribuiscono nei 15 giorni successivi, creando un evidente concentrazione negativa proprio nel periodo di rilevazione della CR. Se riuscissimo a spostare la maggior parte dei pagamenti ad inizio mese e ad anticipare gli incassi prima della fine del mese avremmo un impatto molto positivo sulla CR;
  5. gestire correttamente gli affidamenti concessi:  dalla corretta pianificazione finanziaria si deduce agevolmente il livello degli affidamenti necessari e l’andamento degli utilizzi degli stessi nel tempo. Monitorando costantemente i saldi banca ed evitando di incappare in sconfinamenti (utilizzo > affidamento) si evitano le macchie indelebili sulla CR. Altro discorso vale per lo scaduto persistente (pass due) e per gli insoluti. In questo caso si posso porre in essere diverse azioni:
    1. analisi dei clienti: presentare allo sconto solo quei clienti che si ritiene essere buoni pagatori e cercare di sostituire pian piano quelli meno buoni (di questi tempi la soluzione più difficile da adottare tuttavia necessaria per la sopravvivenza!!!);
    2. concordare con la Banca, su certi clienti, una modifica del “dispositivo” ossia  il numero di giorni dopo cui un credito viene segnalato come scaduto;
    3. cercare di incentivare i clienti a pagare puntualmente o addirittura in anticipo (sconto finanziario), difficile di questi tempi ma non impossibile;
    4. trasformare le condizioni di incasso da RB a BB evita la segnalazione dell’insoluto ma porta ad una gestione più pesante degli incassi  soprattutto se di piccola entità;
    5. comunicare:  migliorare la qualità della comunicazione con gli Istituti di Credito, cercando di anticipare le criticità che conosceranno solo circa 45gg dopo (tempo di aggiornamento medio della CR), dotandosi di sistemi di reporting utile per spiegare l’andamento dei flussi finanziari e/o le mutate condizioni degli stessi. Dotarsi di business plan dettagliati utili a rappresentare dove l’azienda sta andando e cosa intende fare in futuro con punti di forza e di criticità.

Quanto sopra esposto non è sempre di facile applicazione o adattabile a tutte le realtà aziendali, anche in considerazione del fatto che ci si scontra con le capacità e sensibilità degli interlocutori finanziari non sempre disposti ad ascoltarci, tuttavia cerchiamo anche noi da domani di non subire passivamente la CR.

Articolo di Andrea Corsini, esperto in controllo di gestione e pianificazione finanziaria
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Informazioni su Fabrizio Cotza

Sono un BusinessMan Angel, ovvero affianco imprenditori, manager e professionisti nella gestione della loro attività. Ho fondato e dirigo due società di consulenza e formazione, All Winners e Formazione Sovversiva. Dal 2009 sono Presidente del Network di aziende eccellenti Winner Group. Ho fondato nel 2015 Happy Academy, un progetto senza fine di lucro che aiuta i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ho scritto "Per fortuna c'è la crisi!" e il "Libro SalvaVita". Contatti e maggiori informazioni: www.fabriziocotza.com f.cotza@all-winners.it

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